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Infusi dal Sudafrica: ROOIBOS (TE’ ROSSO) E HONEYBUSH PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 28 Dicembre 2011 22:09

 

rooibos e honeybush

Il ROOIBOS, nome scientifico aspalathus linearis, e l’HONEYBUSH, nome scientifico Cyclopia, sono arbusti che crescono solamente nel Kapland, una delle zone più aride e calde dell’ Africa del sud. Il nome rooibos è una parola dell’antica lingua afrikaans parlata dai coloni di origine olandese, e significa “arbusto rosso” (red bush). La pianta raggiunge i 2 metri di altezza e ha foglie sottili e verdi che, una volta fatte fermentare, acquistano il tipico colore rosso. L’honeybush , o cespuglio del miele, è simile, a parte il colore. Ambedue le piante sono leguminose dai piccoli fiorellini gialli, come quelli della ginestra. In quanto leguminose e perciò fissatrici dell’azoto, necessitano di poco fertilizzante, anche perché il clima in cui crescono limita la produzione e quindi lo sfruttamento del suolo, e sono ricche di minerali.
Se ne coltivano diverse varietà, per quanto la produzione sia tuttora piuttosto limitata, specialmente quella dell’honeybush.

STORIA
Il rooibos, come pure l’ honeybush, è sempre stato consumato dalle popolazioni locali, mentre i colonizzatori lo usavano in un primo tempo come sostituto economico del tè. Solo negli anni trenta del secolo scorso si cominciò a studiarne gli effetti e a produrlo su larga scala, ma la coltivazione era resa difficile dalla dimensione minima dei semi, che diventavano perciò troppo costosi, finché non si scoperse che... bastava saccheggiare i depositi che si trovavano nei formicai!
Fino agli anni 80 del ‘900, però, le leggi del sistema di apartheid vigente in Sudafrica rendevano, da un lato, difficile per i piccoli coltivatori locali organizzare produzione e vendita, dall’altro, impossibile vendere all’estero a causa del boicottaggio imposto dalla comunità internazionale.
Oggi la situazione è cambiata; rooibos e honeybush rimangono, come la quinoa (vedi scheda), un prodotto delle cosiddette “zone marginali” (quelle in cui è più faticoso lavorare e vivere, e che d’altra parte conservano meglio la biodiversità e le proprietà originarie delle piante), ma il commercio equo aiuta i piccoli produttori a migliorare le condizioni di vita propria e delle loro comunità.

USO
Le due piante non contengono teina o caffeina, e sono povere di tannini; contengono invece sostanze antiossidanti, vitamina C e minerali quali magnesio, fosforo e ferro. 
Essendo dissetanti ma non eccitanti, sono bevande adattissime a sportivi, bambini ed anziani. Ambedue sono usate tradizionalmente come antinfiammatorio interno ed esterno, calmante per i disturbi allo stomaco e contro l’insonnia.
Il rooibos va tenuto in infusione un po’ di più del tè normale, anzi, per gli scarsi tannini, non risente dell’ infusione prolungata; come il tè, lo si può completare con latte o zucchero o bere freddo. L’honeybush si tratta nello stesso modo, ed essendo più dolce, come dice il nome, non necessita di essere zuccherato. Per l’aroma di miele che sviluppa, localmente lo si lascia sul fuoco a lungo, in modo che dia profumo alla casa.

IN NEGOZIO
Honeybush e rooibos, prodotti poveri e marginali, fanno parte dei doni che continuamente fanno a noi, popoli ricchi e abituati alle crisi da sovrapproduzione, i popoli più poveri della terra: sono essi i custodi consapevoli, anche se umiliati e assoggettati in modi spesso brutali, della sua ricchezza.
Il rooibos è venduto nel commercio equo in versione naturale o aromatizzato alla cannella e arancia, l’honeybush solo in versione naturale.

 

LA RICETTA
Non diamo una ricetta vera e propria, ma un suggerimento: sostituire almeno in parte il liquido con cui impastate un dolce o fate una crema o un budino, ad esempio il latte, con dell’honeybush o del rooibos: il dolce risulterà più leggero e più colorato, e con un aroma particolare. E diteci se il risultato vi è piaciuto!

 

 

Fonti: Commercio Alternativo – Wikipedia

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Dicembre 2011 19:29
 


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