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Abaca PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 09 Novembre 2011 18:27

 

 

L’ abaca è una musacea, come il banano, a cui infatti assomiglia, e il suo nome scientifico è musa textilis. E’ originaria delle Filippine, dove è tuttora coltivata, oltre che in Indonesia e in America centrale, paesi dal clima tropicale o subtropicale, umido e caldo.
In media, la pianta cresce per 6 metri d'altezza. Dalla pianta è ricavata una fibra tessile vegetale, chiamata a sua volta abaca o canapa di Manila (la capitale delle Filippine), che viene estratta dalle foglie, larghe ed oblunghe, e dagli steli ed è utilizzata sia per fabbricare spaghi, gomene e corde (grazie alla notevole resistenza, flessibilità e leggerezza) nella maggior parte dei casi, mentre con le fibre migliori si fanno tessuti e tele estremamente resistenti. La coltivazione dell’abaca fu favorita dalle potenze coloniali (Olandesi, Inglesi , Americani) proprio per ottenerne cordami. 
Un’altra importante fibra ricavata dall’abaca è il Sinamay, più raffinato e regolare: si usa per ornamenti, cappelli, tessuti vari.
Altro materiale è il Sisal, proveniente da tutt’altra pianta: l’agave sisalana, originaria dello Yucatan. Anche questa fibra si ottiene dalle foglie, lunghe e appuntite.

 

Descrizione e coltivazione

Le foglie crescono formando con i piccioli sovrapposti una guaina intorno al fusto. Proprio le guaìne contengono le preziose fibre, che variano dagli 1,5 ai 3,5 m di lunghezza. La pianta viene normalmente coltivata in terreni fertili e ben drenati, utilizzando delle radici mature piantate all'inizio della stagione delle piogge. I frutticoltori “vendemmiano” nei campi di abaca ogni 3-8 mesi ,dopo un periodo iniziale di crescita di circa 2 anni e per una durata di vita complessiva di circa 10 anni.

 

Usi

Le corde di abaca sono molto resistenti, flessibili e a prova di acqua salata (per questo motivo vengono usate spesso come corde, gomene e funi a bordo di navi, e anche per la fabbricazione di reti da pesca. Possono essere anche utilizzate per avere prodotti artigianali come borse, tappeti, vestiti e mobili. Le fibre possono anche essere ridotte in poltiglia e quindi trattate per produrre dei derivati cartacei come bustine di tè, buste sottovuote, carta moneta, carta speciale, e ancora molte altre cose.

 

In negozio

Nelle botteghe del commercio equo troviamo scatole, bustine, teli di vario genere e di vari colori: è un modo per limitare l’uso di plastiche e simili nella produzione di oggetti di arredamento, e anche per dare lavoro a comunità che, con l’avvento dei cordami di nylon e simili, si trovavano a non avere più mercato per i loro prodotti tradizionali.
Molto belle le scatole e bustine di sinamay , in colore di solito naturale, con o senza armature di metallo, e di sisal. Mentre gli oggetti di abaca e sinamay provengono dall’Asia (Filippine), i sacchettini di sisal, colorati e ornati di perline, vengono dall’Africa.


Fonti: Wikipedia e siti commerciali

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Novembre 2011 20:40
 


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